Un anno difficile per tutti. Sostieni il Centro Banchi perché resista

Ci siamo decisi dopo lunga riflessione a scrivervi questa lettera, al termine di un anno indubbiamente duro e inatteso per chiunque, ancor più per chi ha vissuto e vive difficoltà sanitarie, sociali o economiche sulla propria pelle.

Il Centro Banchi è e cerca di essere da oltre 30 anni “una porta aperta per il dialogo e la ricerca”, lo ha sempre fatto con energie volontarie e senza grandi finanziatori, in libertà e creatività, sentendo l’urgenza di sostenere le persone che vivono disagi spirituali e materiali, che sentono desiderio di rimettersi in cammino, di fare comunità, di cercare un
Essenziale per la propria vita.

Attraverso i cambiamenti epocali avvenuti in questi anni, abbiamo sempre cercato un modo adeguato di tenere aperta questa porta di un luogo “altro”, che si facesse casa per le realtà più diverse, per le proposte più originali.
Adesso, alla luce di questo momento di difficoltà per tanti, anche noi ci troviamo costretti a chiedere un aiuto alle amiche e agli amici più cari, che a vario titolo ci hanno mostrato nel tempo vicinanza, approvazione e supporto. Ma non chiediamo un aiuto fine a se stesso, come se bisognasse sopravvivere ad ogni costo.

Vorremmo raccontarti come il Centro Banchi è stato “vivo e utile” in questo anno di pandemia, e per quale motivo, per quale visione futura vorremmo continuare ad essere aperti. Per questo a seguire questa lettera postiamo un racconto su come abbiamo vissuto questo tempo.
Ti lasciamo anche i nostri riferimenti per le donazioni, confidando nel tuo supporto, se ti sarà possibile, per tenere ancora aperta la nostra porta a tanti.

Vorremmo darti appuntamento per ritrovarci finalmente, speriamo, nel giorno di San Pietro, nostra festa, il 29 giugno 2021 alle 17.30, per celebrare insieme una Messa in vicinanza con tutti coloro che hanno affrontato e affrontano sofferenze, perdite, disagi in questo tempo di pandemia. Per pregare insieme.

Ti ringraziamo per la considerazione, con sincero affetto
don MARCO GRANARA
la Comunità Giovani di Banchi
le Volontarie e i Volontari del Centro Banchi


Bonifico su IBAN intestato a CHIESA DI SAN PIETRO IN BANCHI
IT 96U0 6175 0140 0000 0078 43780

Donazione online su PAYPAL al link:
https://www.paypal.me/centrobanchi


IL NOSTRO 2020: UN VUOTO “PIENO”

La comunità di giovani che dal 2014 abita il nostro Centro – facendosene nel tempo sempre più carico per il coordinamento, la manutenzione e l’organizzazione delle attività – ha accolto nell’ultimo anno e mezzo due nuovi giovani col desiderio di fare un’esperienza di vita comunitaria e di servizio. Persone che da subito si sono inserite nello spirito di Banchi e si sono messe a servizio della nostra realtà con energia, idee e disponibilità. In un tempo di grande frammentazione e difficoltà del tessuto giovanile, di tanti costretti o convinti ad andare all’estero, di chi non studia né lavora più per disillusione, e naturalmente di desertificazione anagrafica degli ambienti ecclesiali, troviamo preziosa l’opportunità di continuare a offrire a giovani volenterosi questa esperienza “a tempo” finalizzata a capire profondamente cosa fare della propria vita, ma che rende anche protagoniste e responsabili delle giovani menti della vitalità del Centro Banchi stesso.

Attraverso la comunità residente, proprio nell’anno delle chiusure e delle distanze a causa del contagio, il Centro ha svolto due accoglienze una di seguito all’altra, impegnative quanto significative per tutti noi: Alì, un giovane rifugiato con una grave ipovedenza; e a seguire Pablo, un giovane ecuadoriano immigrato in Europa, alle prese che una complessa situazione giudiziaria in cui si è trovato enormemente svantaggiato dal potersi difendere. Entrambi hanno vissuto a Banchi alcuni mesi in cui non solo avevano bisogno di un luogo sicuro in cui rifare il punto sul proprio percorso di vita, ma soprattutto un luogo “famigliare” dove trovare anche confronto, relazione e piccole azioni di supporto per rileggere la propria situazione e le proprie possibilità.

Questa volontà di accogliere due situazioni che si sono presentate alla nostra porta, ha avuto per noi un valore ancora più grande in un anno in cui tutte le iniziative sociali hanno spesso dovuto chiudere, limitare gli accessi, abbandonare presidi di assistenza, con gravissime ricadute proprio sulle persone più fragili. Anche nel tempo della chiusura in casa delle persone, la nostra “chiusura” al pubblico è stata invece occasione di accoglienza e apertura mirata.

Si è consolidata al contempo la presenza mattutina dello Sportello di Ascolto cittadino della Caritas nei locali del Centro, esperienza in evoluzione che cerchiamo di favorire e integrare nel modo migliore possibile con lo spirito e le attività di Banchi. Di fatto un osservatorio privilegiato e diretto sulla strada, sulle conseguenze devastanti della pandemia a livello di fragilità sociale e di bisogni primari.

Pur essendo venuta meno la stragrande maggioranza dei gruppi e degli eventi che fino a un anno fa popolavano quotidianamente il Centro Banchi dal mattino alla sera, abbiamo cercato di restare in rete con molte realtà cittadine, e di sfruttare i nostri spazi per continuare a tenere aperte brecce di spiritualità, cultura, arte, incontro. Ne sono un esempio la Veglia degli Artisti, in solidarietà con il mondo del teatro e della musica; le celebrazioni domenicali della comunità Sri Lanka; la canzone in diretta dal terrazzo per il 25 aprile; le piccole riunioni associative sul nostro loggiato esterno; la riapertura della chiesa alle visite e alla sosta spirituale, tutti i giorni feriali dalle 9 alle 17.

Solo poche settimane fa abbiamo consentito ad un gruppo di universitari di riprendere in presenza alcuni corsi di Antropologia, con tutte le precauzioni e i limiti del caso, dopo un anno che non avevano luoghi dove incontrarsi e formarsi per il futuro, con i luoghi deputati irremovibilmente serrati ad ogni tipo di proposta.

Crediamo che lasciarsi ispirare dal Vangelo e dallo Spirito che soffia dove vuole, in tempi di crisi, sia anche questa ricerca e disponibilità di ampio respiro, a partire da un luogo “Altro” nel cuore della città dove far avvenire “incontri” come semi di speranza.

Dopo un anno senza offerte continuative, il nostro piccolo bilancio è in bilico. Le manutenzioni ordinarie e straordinarie di una struttura invecchiata, le utenze di un luogo aperto a decine di persone ogni giorno, si fanno sentire. Per questo ti proponiamo, se ritieni valido il nostro impegno totalmente volontario e il nostro spirito, di aiutarci a superare questa fase delicatissima, in cui ciò che si “spegne” non è affatto scontato che si riaccenda più avanti. Ti chiediamo un libero contributo, nelle tue possibilità, per fare fronte a questo passaggio cruciale anche dal punto di vista economico.

(testo a cura di Giacomo D’Alessandro)

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